Case study documentario

Ingiustizia.

Un documentario per restituire dignità agli avvocati ebrei radiati nel 1940. Non un semplice racconto storico, ma una produzione pensata per trasformare memoria, archivio e testimonianza in esperienza emotiva.

Data Gennaio 2021
Cliente Tribunale di Trieste
Ordine degli Avvocati di Trieste
Tipo servizio Documentario / Docu-fiction
Ingiustizia documentario storico Creativa Media Agency
Panoramica progetto

Una storia cancellata che torna a parlare.

Immagina di svegliarti un giorno e scoprire che il tuo nome — la tua identità, il tuo lavoro, la tua dignità — è stato cancellato con un tratto d’inchiostro.

Nel 1940, mentre l’Italia affonda nelle tenebre dell’intolleranza, trentatré avvocati ebrei vengono radiati dall’Ordine di Trieste. Ma ciò che lo Stato cercava di cancellare, oggi torna a parlare.

Attraverso lettere mai lette, archivi dimenticati e ricordi che hanno atteso decenni per emergere, questo documentario non si limita a raccontare: porta chi guarda dentro un tempo che non è passato, ma pulsa ancora sotto la superficie della nostra storia.

Non è solo un documentario. È una restituzione.
Risultato

Un atto di riparazione simbolica. Un ritorno alla dignità.

“Ingiustizia” non è solo un docu-film. È una produzione costruita per restituire voce e volto a una generazione di professionisti cancellati dalla storia ufficiale.

Interviste reali + ricostruzione narrativa.

Il progetto intreccia testimonianze, archivio e messa in scena evocativa. L’obiettivo non era solo informare, ma far sentire allo spettatore il peso umano dell’esclusione razziale.

L’avvocato Ugo Volli diventa il filo conduttore emozionale: non solo un protagonista, ma una figura-simbolo di un’intera comunità radiata.

Una testimonianza che supera la nicchia.

  • Anteprima cinematografica con partecipazione di pubblico e istituzioni.
  • Distribuzione televisiva nazionale RAI come testimonianza civile e culturale.
  • Valore educativo per memoria storica, scuole, istituzioni e comunità.
Scheda tecnica dettagliata

Le scelte tecniche sono state subordinate alla memoria.

Ogni scelta — durata, fotografia, ottiche, suono, colore, ritmo — è stata impostata per sostenere la gravità narrativa senza sovrastarla.

Titolo

Ingiustizia

Formato

Docu-fiction / Mediometraggio storico

Durata

30 min

Anno produzione

2021

Location

Trieste, Italia

Regia

Diego Muratore

Direttore fotografia

Paolo Battigelli

Montaggio e color grading

Studio Creativa — Video Editing

Ottiche principali

Samyang Xeen 24, 50, 135 mm

Suono presa diretta

Emanuele Amodeo

Musiche

Dennis Muratore

Canali distribuzione

Anteprima cinematografica, RAI, festival, scuole

Approccio registico e stilistico

Un linguaggio visivo potente, ma rispettoso.

Nel realizzare “Ingiustizia”, l’obiettivo è stato restituire memoria e umanità a una pagina dimenticata della storia italiana, attraverso un linguaggio visivo controllato, sobrio e mai decorativo.

La regia fonde documentario e finzione narrativa: da un lato valorizza la testimonianza storica, dall’altro rende emotivamente accessibile il racconto per lo spettatore contemporaneo.

La camera non doveva spettacolarizzare il trauma. Doveva creare spazio per ascoltarlo.
Regia

Racconto corale, simbolico, umano.

La regia è volutamente essenziale: ogni inquadratura è pensata per sostenere il peso della narrazione, senza mai sovrastarla.

L’uso della camera fissa durante le interviste restituisce autenticità e gravità, mentre nelle scene ricostruite i movimenti sono lenti, controllati, ispirati al linguaggio teatrale.

Ugo Volli viene messo in scena non come individuo isolato, ma come figura-simbolo di una comunità radiata.

Scelte stilistiche

Un’estetica al servizio della memoria.

Non estetica fine a sé stessa. Ogni scelta visiva è stata costruita per evocare perdita, esclusione, silenzio e dignità.

Bianco e nero

Fotografia in bianco e nero per evocare l’epoca storica e accentuare il contrasto simbolico tra giustizia e ingiustizia.

Colore selettivo

Uso mirato del colore nei momenti simbolici, per generare un impatto emotivo preciso senza appesantire la narrazione.

Ottiche e luce

Ottiche cinematografiche, effetto intimo e disorientante, luci naturali o morbide per restare aderenti alla verità documentale.

Colonna sonora e sound design

Il suono come spazio emotivo.

La componente sonora è ridotta all’essenziale. Una colonna sonora originale, discreta e minimale, accompagna i passaggi chiave senza invadere.

I suoni ambientali — passi, penne su carta, porte che si chiudono — diventano elementi narrativi, metafore acustiche dell’allontanamento e dell’abbandono.

Messa in scena

L’assenza diventa forma narrativa.

Gli attori non interpretano ruoli convenzionali, ma incarnano concetti e ricordi. Le scene non sono mai caricate di pathos superfluo: la narrazione si fonda sulla sottrazione, sulla pausa, sul silenzio.

Studi legali vuoti, archivi polverosi e strade deserte diventano personaggi visivi che amplificano il senso di esclusione e cancellazione.

Progetto finale

Guarda il documentario Ingiustizia.

Un progetto che mostra cosa può diventare il video quando non è solo produzione, ma responsabilità narrativa.

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